lunedì, 16 giugno 2008
dell'ottavo round
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categoria:poesia
venerdì, 30 maggio 2008
è ...scusate ma oggi m'è presa cosi
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categoria:poesia, intervista
mercoledì, 26 marzo 2008
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categoria:poesia, genio
venerdì, 07 settembre 2007
sereno
aria frizzante
visibilita ottima
la percezione del vento attraverso i vestiti
le viti con i grappoli di uva maturi
curve
l'odore della campagna alla mattina
sole negli occhi
in moto
l'attacco di Born to be wild nella testa

che bella giornata!
M
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categoria:pensieri, poesia
lunedì, 07 maggio 2007

La tartaruga (B. Lauzi)
 
La bella tartaruga che cosa mangerà
chi lo sa, chi lo sa
due foglie di lattuga poi si riposerà.
La tartaruga un tempo fu
un animale che correva a testa in giù
come un siluro filava via
che ti sembrava un treno sulla ferrovia
ma avvenne un incidente
un muro la fermò
si ruppe qualche dente
e allora rallentò.
La tartaruga da allora in poi
lascia che a correre pensiamo solo noi
perché quel giorno poco più in là
andando piano lei trovò la felicità
un bosco di carote un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai guardato
un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa

La bella tartaruga nel mare va perché
ma perché, ma perché
fa il bagno e poi si asciuga dai tempi di Noè.
La tartaruga lenta com’è
afferra al volo la fortuna quando c’è
dietro una foglia lungo la via
lei ha trovato la per là la felicità
un prato d’insalata un lago di frittata
spaghetti alla chitarra per passare la serata
un bosco di carote un mare di gelato
che lei correndo troppo non aveva mai notato
e un biondo tartarugo corazzato che ha sposato un mese fa

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categoria:poesia
venerdì, 30 marzo 2007

Ci sono alcuni tratti di strada che sono una poesia da percorrere. In alcuni casi la razionalità si fa da parte. Quello che impone il codice della strada viene accantonato per un attimo.  Tra F e M c'è un tratto dove la mattina ogni volta per me è un piacere immenso percorrerlo. Si arriva da un rettilineo una lieve semicurva e poi la strada scompare.  Scende giu improvvisa e curva a destra, arrivando si ha come l'impressione di fare un salto nel cielo. Non voglio  azionare i freni. Arrivo sul dosso e subito piego, la velocita non mi permetterebbe di evitare un eventuale ostacolo, non ci penso. Adesso la strada scende e si vede tutta la serie delle cinque semicurve che dovrò affrontare in questa bellissima semiconca naturale. La visibilita è ottima e non c'è molto traffico normalmente. Si puo ancora di piu aprire. Semicurva ancora a destra. Il motore sale di giri. Le sconnessioni dell'asfalto si fanno sentire. Nel punto dove la conca cambia pendenza la moto si scompone un po'. Non è grave.  Subito si cambia e si affronta una semicurva a sinistra. Ancora gas. Si risale. Semicurva a destra. Incomincio a togliere. Ultimo pezzo di salita sempre in una dolce curva. E' finito. Si può tornare ad andare normali. La strada continua, ma senza quell'anima stupenda.

Vorrei essere in moto

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categoria:pensieri, poesia
mercoledì, 14 marzo 2007

Mattina, esco di casa troppo vestito ed ingombrante , ma è necessario, la porta per arrivare al garage è piccola e tra zaino e protezioni ci passo preciso. C'è sole. Non tira vento. E' limpido. Gesti ormai quotidiani, aprire la porta, levare la moto dal cavalletto, portarla fuori. Chiave. Un piccolo giro e la N si illumina. Un po' d'aria la mattina a freddo. Premo lo start, l'elettricità incomincia a fare il suo lavoro. Il motorino di avviamento parte e con lui le scintille alle candele. La miscela aria-benzina comincia a bruciare ed espandere la camera di combustione portandosi dietro pistone biella e albero motore. I gas di scarico cominciano ad uscire e con loro il suono. Il regime del motore si attesta sui 1200 g/min. Sottocasco, casco, chiudo la porta del garage. L'aria tirata fa aumentare i giri, la riporto sui 1000 togliendone un po'. Guanto sinistro e chiusura del polsino della giacca. Guanto destro, chiusura del polsino. Salgo. Un occhiata, non arriva nessuno. Clanck! Innestata la prima. Dolcemente lascio la frizione e do gas, dolcemente. Il vento si incomincia ad avvertirlo. Seconda. Ancora qualche metro. Terza. Piano piano, non ho fretta e c'è una strettoia. Rettilineo. Abbassso la visiera, chiudo l'aria con il pollice, controllo che le luci siano accese. Gesti ormai automatici. Ora si puo aprire un po' piu il gas. Quarta. Esco dal paese, lieve discesa e panorama a 180°. In queste giornate terse si vede fino alle apuane. Adesso curve. Tante curve e niente preoccupazioni del traffico. Solo piacere.

Questa è la poesia che mi dedico la mattina in ogni bella giornata lavorativa

M

postato da: maubauis alle ore 13:26 | Permalink | commenti (4)commenti (4) (pop-up)
categoria:poesia